sabato 21 gennaio 2012

Il capitano e la ballerina

Costa Concordia.
Bel nome per una nave. Gran bella nave, tra l'altro.
Un capitano. Ancora giovane, evidentemente capace, consapevole del suo ruolo e del suo fascino.
Tremila passeggeri. Tremila storie, belle, banali, complicate. Storie di gente che va in crociera in gennaio. Uno strappo alla vita quotidiana, lo immagino così.

Non grande borghesia, gente normale, che va in crociera in gennaio, quando costa meno, quando si può.
Il primo giorno, l'ora di cena. Buffet stracolmi, imbarazzo per qualcuno, stupore per altri.
"Cavolo che lusso, sarò adeguato?". Qualcuno si abbuffa, passa al buffet tre volte, riempie piatti: "tanto è tutto pagato". Altri si trovano un po' a disagio, forse era meglio una settimana di riposo nella casa in campagna, ma "oramai siamo in ballo e balliamo".
Il capitano dicevo. Sicuro di se, padrone di se stesso e della nave.
Una ballerina. Russa, pensano tutti. É moldava, ma che differenza fa?
Un minuto maledetto, l'errore, il guaio. Grosso il guaio, troppo grosso.
Fuori controllo: la nave, il guaio, il destino di tanta, troppa gente.
L'opinione pubblica. La notizia shock. Si reagisce con la tristezza, è normale. Vite in pericolo, una nave che rappresenta un pezzetto d'orgoglio nazionale, il susseguirsi degli avvenimenti, l'attesa.

Sono tutti salvi, tremila passeggeri e più di mille dell'equipaggio. Il capitano è stato bravo, ha portato la nave ad arenarsi, li hanno tirati fuori tutti, speriamo.
Fine dello shock, è il giorno dopo.
Il capitano ha sbagliato manovra, è sceso troppo presto, ci sono ancora persone a bordo.
Il Giglio, un incanto d'isola. Pericolo d'inquinamento. Morti, ce ne sono. E dispersi, venti, trenta in tutto. Che cazzata, parleranno tutti dei soliti italiani.
E forse si poteva salvarli.
Un altro capitano, ha fatto il cazziatone a quello della Concordia: "Salga a bordo, CAZZO". Non è servito a molto.
Arrivano i giornalisti. Il capitano viene arrestato, si diffondono notizie sulla ballerina, russa o moldava che sia.
Vite distrutte, anche quella del capitano. Non quella della ballerina. Serate, ospitate, foto sui giornali, interviste. Una miniera d'oro, se saprà e vorrà sfruttarla.
L'opinione pubblica. Il vento cambia, c'è ancora cordoglio, timore per l'inquinamento, speranza per qualche salvataggio miracoloso, ammirazione sincera per chi, come il batterista, è finito tra gli eroi.
Piano piano l'argomento che prevale, che prevarrà per i prossimi due o tre anni e che resterà nella memoria di tutti, nella storia, che sarà citato nei documentari ancora tra un secolo o due, rimane uno: il capitano e la ballerina.
La più grande nave passeggeri mai affondata. Un capitano, personaggio perfetto per un film di Sordi. E come tutti i personaggi di Sordi, pietà anche per lui.


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